Avete già pensato ai regali di Natale?!

Avete già pensato ai regali di Natale?!

Le ferie estive sono appena terminate, ma tra circa 18 settimane sarà Natale!
Gioco un po’ in anticipo, lo so, ma la letterina a Babbo Natale mi ha sempre creato qualche problema di autostima e di ansia…

Cosa vorreste sotto l’albero quest’anno?
Il nuovo MacBook Pro o un buono dello stesso valore da spendere in libreria?

Attenzione a cosa rispondete… il MacBook è sicuramente un meraviglioso oggetto dei desideri, ma senza la nostra fantasia, il nostro lavoro, la nostra passione resta un oggetto inanimato, quasi inutile.
Un libro è sempre un’avventura: a volte positiva, a volte da dimenticare in fretta. Ma sempre un’avventura.

Ovviamente io vorrei entrambi… sarò stata abbastanza brava? Provo ad esagerare con Babbo Natale?

 

Sotto l’ombrellone…

Sotto l’ombrellone…

Siamo oltre la metà luglio e la voglia di lavorare – anche per chi come me ama follemente il suo lavoro – sta cedendo il passo a quella di vacanze, relax, divertimento.
E così domenica pomeriggio, mentre pensavo ad un argomento per il blog, spaparanzata su un lettino (rigorosamente all’ombra onde evitare di finire al centro grandi ustionati vista la mia carnagione) mi sono venute in mente due pubblicità in programmazione in questi giorni.
Due spot che sposano appieno quanto ho appena scritto… oltre che la mia infinità golosità…

La pubblicità del Cono Cinque Stelle Sammontana contro quella del Cornetto Algida.

Sammontana ha deciso di premiare la creatività degli utenti, scegliendo le frasi più divertenti trovate sui social e creando un insolito mix di versi e rime.
Il nuovo spot Cornetto Algida ha come colonna sonora la canzone di Tiziano Ferro “Lento/Veloce”.
Due scelte molto diverse: una più “social”, l’altra punta su una delle hit più ascoltate dell’estate.

Voi quale preferite? … per me un Cornetto, grazie!

 

Fotografia: Analogico vs digitale

Fotografia: Analogico vs digitale.

È meglio la fotografia analogica o digitale?
L’avvento della fotografia digitale ha definitivamente ucciso la figura del fotografo? O meglio: tutti, con una reflex digitale tra le grinfie, ci sentiamo meglio di Cartier-Bresson, Capa o Doisneau?

C’è chi afferma che, in un confronto tra pellicola e digitale, grana, dettaglio e nitidezza siano tutti a favore del digitale. E oggettivamente è vero: tutto più preciso, netto, pulito.
Ma quell’allure del passato? La grana polverosa della vecchia emulsione analogica dove l’abbiamo lasciata?

E cosa dire dell’emozione di un’immagine che ci appare, proprio come la volevamo, tra i solventi di una camera oscura. Siamo sicuri che sia meglio la regola del “faccio 100 foto uguali e poi quella che mi sembra migliore la ritocco su Photoshop e via di Pulitzer”?

Ed ecco tornare in me l’eterno dubbio: analogico o digitale?

Voi cosa ne pensate?

 

Nulla, come la pubblicità, è lo specchio dei tempi moderni.

Nulla, come la pubblicità, è lo specchio dei tempi moderni.

Se cambia, è perché sono cambiati i gusti, gli orientamenti, le “necessità”.
Alcune pubblicità sono rimaste nell’immaginario collettivo, diventando vere e proprie opere d’arte, creando nuovi modi di dire di uso comune.

Le mie preferite – pensando solo alle pubblicitarie italiane – sono queste:
“Che mondo sarebbe senza Nutella” – e qui casca l’asino… le mie velleità salutiste e dietetiche spazzate via, ogni volta, in un cucchiaino
“No Martini, no party” – …il rimando a George Cloney non mi ha nemmeno sfiorato la mente
“Silenzio. Parla Agnesi” – un vero e proprio condensato di genialità e “sapore di casa”
“Du gust is megl che uan” – come non citare l’esordio di Stefano Accorsi, uno dei nostri migliori attori
“Just do it” – lo so, non è italiana, ma non è possibile non citare tale perfezione in tre piccole parole! E poi cominciavo a vergognarmi nell’aver scelto solo slogan di cibo…

E le vostre?

1° assioma della comunicazione: NON SI PUÒ NON COMUNICARE.

È impossibile non comunicare.
Anche una pagina vuota comunica: trasmettendo la volontà di non esprimere nulla sta, comunque, mandando un messaggio.

Qualsiasi scelta si faccia è sempre comunicare.

Ma qual è allora il modo migliore per farlo? Foglio vuoto o foglio pieno? Troppo o troppo poco?

In una società come la nostra, caratterizzata da tempistiche risicate, da impegni costanti e continui sembra vincente la comunicazione breve, sintetica, quasi ermetica.

Tuttavia, quando qualcosa ci colpisce, scuote, stimola troviamo il tempo per approfondire l’argomento… e quindi appare vincente una comunicazione esaustiva.

Io sono per una comunicazione inizialmente d’impatto, breve e concisa per poi concedere – a chi vorrà approfondire – tutta una serie di informazioni aggiuntive in grado di soddisfare ogni curiosità o interesse.

Brava eh? Ok… è la base della scrittura SEO…

Onestamente, non mi sento di preferire il foglio vuoto o il foglio pieno… A questo punto ci si pone davanti l’amletico dubbio: “è nato prima l’uovo o la gallina?”

Voi cosa dite?