Fotografia: Analogico vs digitale

Fotografia: Analogico vs digitale.

È meglio la fotografia analogica o digitale?
L’avvento della fotografia digitale ha definitivamente ucciso la figura del fotografo? O meglio: tutti, con una reflex digitale tra le grinfie, ci sentiamo meglio di Cartier-Bresson, Capa o Doisneau?

C’è chi afferma che, in un confronto tra pellicola e digitale, grana, dettaglio e nitidezza siano tutti a favore del digitale. E oggettivamente è vero: tutto più preciso, netto, pulito.
Ma quell’allure del passato? La grana polverosa della vecchia emulsione analogica dove l’abbiamo lasciata?

E cosa dire dell’emozione di un’immagine che ci appare, proprio come la volevamo, tra i solventi di una camera oscura. Siamo sicuri che sia meglio la regola del “faccio 100 foto uguali e poi quella che mi sembra migliore la ritocco su Photoshop e via di Pulitzer”?

Ed ecco tornare in me l’eterno dubbio: analogico o digitale?

Voi cosa ne pensate?

 

2 commenti
  1. Massimiliano
    Massimiliano dice:

    Pellicola significa attesa, e attesa significa memoria. Memoria significa dover capire, senza vederla, come è venuta la fotografia appena scattata e tenerla a mente nell’attesa dello sviluppo. Il digitale non lo permetterà mai (a meno che non spegniate lo schermo e usiate una scheda da 512 mega), il digitale permette tutto. Troppo.
    Ogni volta che tutto è permesso la mente ci si adagia tutto, si smette di pensare e, soprattutto, di guardare e di inventare. Non è un caso che nei siti di fotografi amatoriali le foto son tutte uguali.
    Pellicola significa questo, e non ha più o meno definizione del digitale, ha, semmai, più difficoltà. E solo nelle difficoltà le fotografie si vedono dove nessuno le vede.

    Rispondi
    • Raffaella Chierici
      Raffaella Chierici dice:

      Ciao Massimiliano,
      come non condividere ogni tua singola parola.
      L’unico dubbio che mi resta – e per il quale mi sento di ringraziare l’avvento del digitale – è la possibilità di imparare “sul campo” dai propri errori in tempo reale.
      L’umiltà è alla base della fotografia, il non credersi mai arrivato ma sempre allievo… è sì, hai ragione quando parli del valore aggiunto della difficoltà.
      Grazie!

      Rispondi

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